Bimba scomparsa a Firenze: genitori trasferiti in una struttura di accoglienza

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By Angelo Bianco

Curiosità

La piccola Kata è scomparsa da sabato scorso e ancora non ci sono tracce di lei. 

I carabinieri sono tornati dell’ex hotel Astor a Firenze, occupato da immigrati che vivono nelle stanze. Questa volta non per i rilievi, ma per prelevare due donne, una romena e una peruviana, e portarle in caserma per ascoltarle come persone informate sui fatti.

La madre Katherine Alvarez e il padre Miguel Angel Montero Chicllo sono stati portato in una struttura di accoglienza insieme con la famiglia dello zio della piccola, a cura dei servizi sociali del Comune. La decisione è stata presa dopo l’interrogatorio di ieri pomeriggio in Procura.

Bimba scomparsa a Firenze: genitori trasferiti in una struttura di accoglienza
Bimba scomparsa a Firenze: genitori trasferiti in una struttura di accoglienza (Foto di Facebook) – ricercaitaliana.it

L’ombra del racket degli alloggi dietro al rapimento della piccola Kata

I genitori della bimba sono stati ascoltati separatamente e i verbali sono stati secretati dalla pm Christine Von Borries. Il padre di Kata, nella trasmissione Chi l’ha visto? ha spiegato che secondo lui la piccola è stata rapita. Le indagini, come si sa, stanno seguendo la pista di una faida interna all’hotel occupato, legato al racket degli alloggi. Si indaga infatti per rapimento a scopo estorsivo.

L’avvocata della mamma di Kata rinuncia all’incarico

Ieri l’avvocata Daica Rometta dell’associazione Penelope, che si occupa della ricerca delle persone scomparse, ha deciso di rinunciare al suo incarico: “Le reiterate interferenze esterne subite nello svolgimento di questo delicatissimo mandato mi hanno suggerito di rinunciare all’incarico professionale, tant’è che giù nel primo pomeriggio ho invitato la mamma a nominare un altro difensore”. 

Gli inquirenti hanno acquisito alcuni effetti personali della piccola Kata, prelevandoli dall’ex albergo. La Procura di Firenze ha nominato Ugo Ricci, un genetista dell’Istituto di medicina legale di Careggi, per estrarre il dna dallo spazzolino e dal pettine della bambina.

Intanto una trentina di cittadini peruviani si sono riuniti in piazza Duomo con cartelli “Aiutateci a tornare a casa” e palloncini bianchi.

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